artfirst Bologna geoblog

Un percorso ideato tra i musei, le piazze, i cortili e gli edifici storici di Bologna per offrire ai visitatori l'opportunità di scoprire le ultime tendenze dell'arte contemporanea.

ARTFIRST 2012 - A BORDO DEL CUORE D'ORO – a cura DI JULIA DRAGANOVIC (27 GENNAIO – 26 FEBBRAIO 2012)

Anna Galtarossa

  • Opera: Totem (2010)
  • Sede espositiva: Sala Borsa
  • Galleria: Studio La Città (Verona)

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Anna Galtarossa
Totem
2010
Struttura in ferro su betoniera coperta di carta, mylar, stoffa, lana, pon pon, pailettes, plastica, calze e a rete, bigodini, sassi, scarpe, cartapesta, capelli sintetici, pelliccia sintetica.
180 x 450 x 200 cm.
Courtesy Galleria Studio La Città, Verona.

 

Nel corso di un’intervista del 1997, a una domanda su cosa renda bello un oggetto, Claude Lévi-Strauss risponde: “L’insieme di relazioni interne che lo fanno essere più denso di quegli altri oggetti dell’esperienza che gli stanno intorno”.
Non si sa se tra gli oggetti belli l’antropologo includesse anche le opere d’arte. Ma avendo ora sotto gli occhi le sculture di Anna Galtarossa, la sua affermazione assume una precisa indicazione critica. Le opere-oggetto dell’artista esprimono infatti quel tipo di densità e pregnanza di cui l’antropologo parla. Il bric à brac di materia eterogenea – suppellettili familiari, materiali accumulati durante anni di viaggi fuori casa, opere di artigianato femminile, oggetti kitsch a 1 euro made in china – è il confine che si stringe attorno al suo centro creativo facendo emergere, nel contrasto con il mondo circostante, intime e segrete corrispondenze. La stessa felice relazione unisce il movimento delle braccia di un grande Totem, installato nella ‘Cattedrale’ della galleria, al leggero battito d’ali della farfalla posata su piccole Divinità domestiche collocate in uno spazio attiguo. Anche le tre teste imbottite  infilzate su esili steli, trovano il loro punto di convergenza nell’evocazione degli antichi Penati, di cui bonariamente demistificano la dimensione ultraterrena.
Domesticità e divino, eterogeneità dei materiali e densità di senso: forme di un pensiero e di una sensibilità creativa strettamente collegati all’amore di Anna Galtarossa, per un mondo creaturale che nella sua trasfigurazione artistica mantiene un segreto segno di bellezza arcaica.
Maria Rosa Sossai 2010
Nel corso di un’intervista del 1997, a una domanda su cosa renda bello un oggetto, Claude Lévi-Strauss risponde: “L’insieme di relazioni interne che lo fanno essere più denso di quegli altri oggetti dell’esperienza che gli stanno intorno”.
Non si sa se tra gli oggetti belli l’antropologo includesse anche le opere d’arte. Ma avendo ora sotto gli occhi le sculture di Anna Galtarossa, la sua affermazione assume una precisa indicazione critica. Le opere-oggetto dell’artista esprimono infatti quel tipo di densità e pregnanza di cui l’antropologo parla. Il bric à brac di materia eterogenea – suppellettili familiari, materiali accumulati durante anni di viaggi fuori casa, opere di artigianato femminile, oggetti kitsch a 1 euro made in china – è il confine che si stringe attorno al suo centro creativo facendo emergere, nel contrasto con il mondo circostante, intime e segrete corrispondenze. La stessa felice relazione unisce il movimento delle braccia di un grande Totem, installato nella ‘Cattedrale’ della galleria, al leggero battito d’ali della farfalla posata su piccole Divinità domestiche collocate in uno spazio attiguo. Anche le tre teste imbottite  infilzate su esili steli, trovano il loro punto di convergenza nell’evocazione degli antichi Penati, di cui bonariamente demistificano la dimensione ultraterrena.
Domesticità e divino, eterogeneità dei materiali e densità di senso: forme di un pensiero e di una sensibilità creativa strettamente collegati all’amore di Anna Galtarossa, per un mondo creaturale che nella sua trasfigurazione artistica mantiene un segreto segno di bellezza arcaica.
Maria Rosa Sossai 2010


sala borsa Galtarossa Anna


La Biblioteca Sala Borsa è stata inaugurata nel 2001 all’interno di Palazzo d’Accursio, sede storica del Comune di Bologna. Fu realizzata nel 1880 come luogo destinato alle contrattazioni di borsa e alle operazioni di mercato, poi destinata a bibioteca nel 1999.

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