artfirst Bologna geoblog

Un percorso ideato tra i musei, le piazze, i cortili e gli edifici storici di Bologna per offrire ai visitatori l'opportunità di scoprire le ultime tendenze dell'arte contemporanea.

Le opere rimarranno esposte fino al 28 febbraio 2010. Dopo tale data proseguite la vostra visita su questo geo-blog

Giuseppe Maraniello

  • Opera: Il gatto dorme rotondo (2009)
  • Sede espositiva: Palazzo d'Accursio (cortile)
  • Galleria: Galleria Otto (Bologna)
  • Opera preferita

Giuseppe Maraniello - Il gatto dorme rotondo

Giuseppe Maraniello - Il gatto dorme rotondo

Quest’opera di Giuseppe Maraniello è una scultura monumentale che ha già occupato gli spazi del Giardino di Boboli a Firenze durante l’estate 2009, in occasione della mostra Il gatto dorme rotondo.

La scultura affronta un tema ricorrente che fa parte del patrimonio artistico accumulato nel tempo da Maraniello: si tratta della simbologia gotica che sintetizza nell’immagine dell’erroneamente detto “centauro”, le forze contrapposte in conflitto tra loro, ma che sono anche segno di equilibrio e complementarietà. Un uomo che combatte contro la sua stessa coda; un uomo che combatte contro la sua natura animale; uno scontro feroce in equilibrio precario, sia fisico sia psicologico, tra le pulsioni dell’animale e la supremazia dell’intelletto umano.
Con questa scultura, Maraniello porta il visitatore ad un confronto spiazzante tra l’io interiore, gli impulsi che pervadono l’animo dell’uomo, ed il suo istinto animale ancestrale, che si tenta sempre di placare, ma che in qualche modo spesso riemerge.
Anche quest’opera si contraddistingue per il grande gioco di equilibri che la sorregge, un gioco di stabilità composto da pieni pesanti e vuoti sottili: si contrappongono infatti il corpo dell’essere/animale, quasi opprimente nella sua grande mole, e la sottilissima lancia che crea un vuoto, colmato solo dallo spazio circostante, piuttosto che la piccolissima sfera in bronzo lucido su cui grava il peso di parte della scultura.
Proprio nella lancia, dopo un attento sguardo, troviamo un altro simbolo ricorrente della produzione di Maraniello: la figura Androgina. Scrive Pier Giovanni Castagnoli: “ “L’Androgino”, la figura che costantemente ritorna nell’opera di Maraniello, si rivela ora non solo come simbolo dell’immaginario depositato nella memoria antropologica dell’uomo, ma come l’emblema di un conflitto – quello appunto tra scultura e pittura – che cerca la propria conciliazione nella scoperta di una “genesi” in cui la flagrante distinzione dei linguaggi non è ancora avvenuta, nell’implosione di un tempo fuori della storia, com’è quello “assoluto” dell’immaginazione.” (Pier Giovanni Castagnoli)
La figura androgina sulla lancia muove un’altra doppia contrapposizione: la prima è dell’essere in sé androgino, un doppio per natura, e la seconda è data dalla piccola figurina posta a testa in giù sulla lancia e la grande scultura. Mascolino contro femmineo, grande e monumentale contro piccolo e linearmente sinuoso.
Tutto questo in dialogo con l’architettura circostante. Spesso queste sculture monumentali occupano lo spazio appropriandosene in toto; si ha spesso l’impressione di avere di fronte un’opera che è nata prima dell’architettura circostante. Il gatto dorme rotondo dialoga e si scontra con l’architettura che lo circonda creando un nuovo multiplo confronto: tra scultura e architettura, tra intelletto e creatività umana, tra la realtà circostante e la favola o il mito in cui può essere collocata la figura dell’uomo/animale della rappresentazione.
In generale l’opera di Maraniello nasce dall’idea del doppio: l’opera d’arte è per l’artista il doppio che esce dalla sua stessa mente; nella sua produzione, Maraniello porta all’estremo questa idea mettendo insieme i pezzi di vari doppi quali la pittura accostata alla scultura e le grandi forme a metà tra l’umano e l’animale che dialogano incessantemente con i personaggi definiti da Gillo Dorfles provenienti “da un nuovo universo di figuralità lillipuziana e subumana” (Gillo Dorfles).
Questa scultura racchiude quindi i fondamenti della ricerca e dell’evoluzione intellettuale dell’opera di Maraniello attraverso il tempo; è simbolo della ricerca artistica e di materiali e modi che coincidono sia con la classicità sia con il momento storico in cui è inserita l’opera e in cui viviamo. Per concludere, Lea Vergine scrive: “In queste figurine scarnite sino a pochi centimetri, nella loro bizzarra misura del grande rimpicciolito e del piccolo ingrandito, spesso ritroviamo la tragicità delle statue antiche. … Il tardo epigono napoletano, nutrito di sapienza popolare e di potenziale fantastico, si mette in lizza (con malinconia?) con gli scultori antichi.” (Lea Vergine) Proprio come gli antichi scultori greci, Maraniello utilizza prevalentemente il bronzo per le sue sculture e proprio come gli stessi scultori classici egli mette in scena e, come accade per questa scultura, fa rivivere teatri epici di lotte umane e animali per noi che viviamo il contemporaneo.  
Daniela Tozzi

Palazzo D'Accursio

Palazzo D'Accursio

Il cortile del Palazzo Comunale, costruito nel 1425 dall’architetto bolognese Fiorante Fioravanti.

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